Cresce il valore delle esperienze in cantina e la digitalizzazione: l’Isola si conferma seconda meta enogastronomica d’Italia dopo la Toscana.
Il turismo del vino si conferma il motore trainante della presenza siciliana alla 58ª edizione di Vinitaly. Durante il convegno “Viaggio in Sicilia: le nuove frontiere dell’enoturismo”, organizzato da Assovini Sicilia, istituzioni ed esperti si sono confrontati sul ruolo del wine tourism come leva di crescita economica e reputazionale. Come sottolineato da Luca Sammartino, assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana, la forza del comparto risiede nella sinergia tra patrimonio vitivinicolo, bellezze paesaggistiche e beni culturali:
“I dati presentati oggi confermano che la Sicilia è una meta sempre più attrattiva per l’enoturismo e che questo comparto rappresenta una straordinaria opportunità di crescita per le nostre imprese e per l’intero territorio. […] I veri ambasciatori dell’eccellenza siciliana sono i turisti che scelgono la Sicilia, la vivono e la raccontano.”
I numeri del settore: crescita e digitalizzazione
Le anticipazioni del Report Enoturismo e Vendite Dirette 2026, illustrate da Filippo Galanti (Wine Suite), evidenziano un cambiamento strutturale: il valore medio delle prenotazioni enoturistiche è balzato dai 28,8 euro del 2022 ai 39,4 euro del 2025, segnando un incremento superiore al 35%. La Sicilia, pur attestandosi su una media di 34,4 euro, mostra ampi margini di crescita legati al posizionamento qualitativo. Emerge inoltre una netta evoluzione digitale: il 68,7% delle prenotazioni avviene oggi online, con un pubblico prevalentemente femminile (60,7%) e giovane (fascia 31-45 anni).
Sicilia meta internazionale
L’Isola si posiziona come la seconda destinazione enogastronomica d’Italia, tallonando la Toscana. L’interesse internazionale è altissimo, superando il 60% tra i turisti statunitensi e francesi, complice anche il potenziamento dei collegamenti diretti come i voli per New York. Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia, ha ribadito l’impegno dell’associazione nel costruire un sistema integrato:
“L’enoturismo rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per raccontare l’identità e la biodiversità del vino siciliano. […] I dati presentati oggi confermano che dobbiamo continuare a investire in qualità dell’offerta, diversificazione e collaborazione tra imprese per rendere l’enoturismo un motore stabile di sviluppo per tutta la regione.”
Nuove esperienze: benessere, cultura e narrazione
Il dibattito ha toccato le nuove frontiere dell’accoglienza. Federica Fina (Movimento Turismo del Vino Sicilia) ha definito l’enoturismo come uno degli strumenti di comunicazione più potenti per riavvicinare il pubblico al vino. Parallelamente, Francesca Planeta ha evidenziato la crescente ricerca di autenticità e benessere da parte dei viaggiatori:
“Il viaggiatore di oggi è molto più consapevole, non cerca semplicemente una destinazione, ma un’esperienza capace di creare una connessione con il territorio. […] In Sicilia tutto questo esiste da sempre, non come costruzione per il turista, ma come espressione naturale della nostra identità.”
L’incontro si è concluso con una riflessione sul ruolo dei media e della letteratura. Se il giornalista Federico Geremei ha analizzato le “geometrie variabili” della narrazione enogastronomica, l’editore Giulio Perrone ha ricordato il valore emozionale del racconto dei luoghi, dalla matrice di Camilleri alle atmosfere di Battiato. Con l’area specifica dedicata ai buyer internazionali curata dall’Irvo e il debutto di Vinitaly Tourism, la Sicilia lancia un segnale chiaro: il vino è la chiave per consolidare il ruolo dell’Isola tra le grandi destinazioni del Mediterraneo.



