Un viaggio letterario e sensoriale tra le donne del vino siciliano che stanno riscrivendo il futuro enologico dell’isola.

La Sicilia non è un semplice sfondo geografico, ma un organismo vivo che pulsa attraverso il lavoro di chi ne custodisce la terra. Nel suo libro d’esordio, “La Sicilia delle donne e del vino – Figlie di una DOC minore”, Valeria Lopis ci conduce in un viaggio profondo tra i filari dell’isola, seguendo una traccia femminile che ha saputo rivoluzionare l’identità del vino siciliano.

Questo libro non si limita a esplorare territori vocati o a registrare eccellenze produttive. Compie un gesto più raro: restituisce voce, profondità e forma a una costellazione di donne che, attraverso il vino, stanno riscrivendo il rapporto tra appartenenza e visione, memoria e innovazione, paesaggio e responsabilità.

Oltre il calice: una narrazione corale

Dalle vigne baciate dal sale marino alle eruzioni fertili dell’Etna, il racconto della Lopis compone una mappa fisica e interiore. Il vino smette di essere un prodotto di consumo per farsi lingua: un linguaggio fatto di resistenza, memoria e innovazione. In queste pagine, la Sicilia emerge come una terra plurale e inquieta, capace di rigenerarsi costantemente grazie a una visione che unisce la responsabilità verso il paesaggio alla proiezione verso il futuro.

La riscoperta del concetto di “minore”

Il cuore pulsante dell’opera risiede nella provocatoria nobilitazione del termine “minore”. Per l’autrice:

Il minore non è ciò che manca di forza, ma ciò che conserva intatta la propria verità; non è ciò che sta ai margini della storia, ma ciò che ne custodisce le fibre più fini e più essenziali.

Nelle denominazioni meno note e nei territori appartati, Valeria Lopis rintraccia una centralità preziosa, specchio di un lavoro femminile attento e tenace, capace di incidere sul settore senza necessità di esibizionismo.

Una rinascita lontana dalla retorica

Le protagoniste di questo libro non sono figure ornamentali, ma forze concrete di trasformazione. Attraverso le loro scelte, si delinea una nuova idea di impresa agricola e di ospitalità, dove la sostenibilità non è uno slogan, ma una pratica quotidiana di trasmissione del sapere. Ne scaturisce il ritratto di una Sicilia colta e talvolta aspra, ma vibrante di una vitalità che trasforma le ferite del passato in intelligenza della rinascita.

L’Autrice: Valeria Lopis

Catanese, classe 1979, Valeria Lopis è giornalista e divulgatrice profondamente legata alle pendici dell’Etna. Dopo anni di ricerca sul campo e migliaia di chilometri percorsi tra i vigneti siciliani, debutta con questo volume che intreccia reportage culturale e riflessione civile.

L’Editore: Kleos Press

Il volume inaugura il percorso di Kleos Press, nuovo marchio di Edizioni Ampelos. Il nome deriva dal greco klyo (ascoltare): il Kléos è la fama che resta, il racconto che sopravvive al tempo. La missione della casa editrice è dare voce ai “caratteri del vino” che meritano di essere letti oltre che degustati, puntando su storie che sappiano restare nella memoria.

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