Domenica 15 Aprile parte la 52ª edizione di Vinitaly. Alla cerimonia di inaugurazione presenti il presidente del Senato Elisabetta Casellati, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il vice ministro delle Politiche agricole Andrea Olivero.

Il Made in Italy del vino in Italia vale 13 miliardi di euro e da domani, al Vinitaly, si mette in mostra e in degustazione, nella quattro giorni del salone del vino più atteso dell’anno.

Una vetrina internazionale per l’Italia, primo esportatore in volume nei mercati top del mondo: Usa, Germania, Regno Unito, Svizzera e Canada. Le cantine italiane sono prime in Germania, Russia e Svizzera, ma nella classifica generale è medaglia d’argento col titolo di secondo esportatore di vino mondiale, alle spalle della Francia. In ripresa, dopo anni di calo, la domanda interna, con gli italiani che hanno ripreso a bere, superando quota 22 milioni di ettolitri del 2016.

A trascinare il mercato il fenomeno Prosecco e la moda degli aperitivi. «Nel primo trimestre 2018, in linea col trend dello scorso anno, si torna, dopo dieci anni, a consumare bollicine – segnala Giampietro Comolli del centro studi Ovse – nel settore horeca (hotel, ristoranti, bar, catering). Nei ristoranti stellati, ma anche nelle pizzerie, vanno forte le bolle tricolori, sia frizzanti che spumanti. Caso emblematico è dato da Lambrusco e Prosecco, seguiti da Gutturnio e Nebbiolo, da Malvasia e Verdicchio». In forte crescita, anche nella grande distribuzione, i vini da uve di territorio e il biologico.

A crescere è anche il paesaggio vinicolo lungo la penisola: nel 2017 la superficie a vite, secondo i dati dell’inventario, è stata di 652mila ettari, l’1% in più rispetto all’anno precedente. Sono soprattutto le regioni del Nord-Est, Veneto e Friuli Venezia Giulia ad aver finora impiantato maggiormente, ma la geografia del vino è destinata a modificarsi, secondo il sistema di autorizzazioni per i nuovi impianti, con decreto del ministero delle Politiche agricole, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che tra le priorità punta al recupero di terreni sottratti alle mafie e alla valorizzazione delle aree del Centro Italia colpite dal sisma, nonchè alla viticoltura delle piccole isole e aree collinari-montane.