La Sicilia, quest’isola nel cuore del Mediterraneo, la più estesa di questo mare ricco di storia, tradizione e cultura, per la sua grande varietà di biodiversità e per le diverse condizioni pedo-climàtiche che si verificano nei diversi territori, è sicuramente paragonabile ad un micro continente, ed io direi un continente gastronomico unico al mondo. Assaporare un vino prodotto nell’agro occidentale è sicuramente diverso dal bere un vino prodotto a Ragusa piuttosto che sull’Etna. E ovviamente la stessa cosa vale anche per i prodotti dell’agroalimentare. Cambiano le condizione del terreno, quelle climatiche, la tipologia di coltura, ed entrano in gioco tutta una serie di elementi che aiutano naturalmente i produttori a diversificare la produzione su tutta l’Isola. Tutto ciò equivale a dire che ci sono tanti territori all’interno del territorio Sicilia, ed ognuno di questi ha le sue specificità e le sue eccellenze.

Una sera a cena tra amici abbiamo voluto sperimentare questo concetto e mettere a confronto tre territori diversi di Sicilia.

Cerasuolo di Vittoria D.O.C.G. – Planeta – Vittoria (SR)

60% Nero d’Avola – 40% Frappato

Siamo a Vittoria (SR). Qui Planeta è presente dal 2001 con la cantina di Dorilli. Qual’è la caratteristica di questo territorio? Sicuramente la terra, costituita prevalentemente da sabbie rosse. Sotto di essa strati di tufo ricco di calcare. In estate le temperature arrivano ad essere molto calde e le piogge scarse. In questo lembo di terra i vigneti si intrecciano naturalmente con l’ecosistema della macchia mediterranea. È qui che nasce il Cerasuolo di Vittoria DOCG di casa Planeta. Le uve utilizzate, Nero d’Avola e Frappato, le sole dettate dal disciplinare, ci danno un vino unico, molto riconoscibile per il suo gusto giovane e per i profumi di ciliegia, fragola e melograno.

Al calice si presenta di un bel rosso rubino, con leggeri riflessi porpora. I profumi ricordano i frutti di bosco, le fragoline, i gelsi ed il melograno. Al palato vengono confermate le sensazioni olfattive, ritrovando anche un bel retrogusto di pepe nero, di carruba e amarena. Un vino piacevole, non molto lungo ma di buon equilibrio.

Con cosa possiamo abbinarlo? Personalmente questa estate ho accompagnato questo vino con un bel trancio di tonno appena scottato, ma credo sia ottimo anche con dei funghi ripieni o della cacciagione. Avete in mente un cena stile Street Food? Allora provatelo con le arancine di riso ripiene di carne… Wow!

Etna D.O.C. – Planeta – Castiglione di Sicilia (CT)

100% Nerello Mascalese

Rimaniamo in casa Planeta. Questa volta però andiamo sull’Etna. La cantina è quella di Sciaranuova (Castiglione di Sicilia). I suoli qui sono vulcanici (ovvio, no!), originati nel corso dei millenni dalla lenta degradazione della roccia lavica, dalla cenere e da sostanze organiche. Terre ricche di minerali. Questo Etna DOC è figlio di un vitigno, il Nerello Mascalese, esso stesso essenza del territorio etneo.

Andiamo a vederlo al calice. Rosso rubino, un po’ scarico e con riflessi porpora. Al naso i sentori ricordano la vaniglia, l’amarena, la fragolina, con un leggero tocco floreale. Al palato è pieno, ma scorrevole. Vengono confermate le sensazioni odorose ma con note  aromatiche più complesse di sottobosco, mirto e speze. Vino inaspettatamente beverino, sapido, ferroso.

Come lo beviamo? Beh qui siamo di fronte ad un vino molto duttile. Potrebbe andare bene con della pasta al pomodoro ma anche con ottime preparazioni di carne. Provatelo con una bella grigliata di carne.

Maria Costanza Rosso Sicilia D.O.P. – Azienda Agricola Milazzo – Campobello di Licata (AG)

100% Nero d’Avola

Ci spostiamo dall’Etna e scendiamo giù, fino ad arrivare a Campobello di Licata (AG). Qui troviamo la cantina che produce il Maria Costanza. Stiamo parlando dell’Azienda Agricola Milazzo. Le uve Nero d’Avola utilizzate per la produzione di questo vino provengono dai vigneti di Giuseppina e Milici, di origine marnosa e con un alta concentrazione di argilla calcarea, e dai vigneti di Munti, dove è presente un suolo molto organico e piuttosto profondo.

Si presenta al calice con un bel rosso rubino intenso, quasi impenetrabile. Al naso spicca la nota speziata unita a sentori minerali e di incenso. Non manca il frutto maturo che ci ricorda la ciliegia e la marasca, per finire con la confettura. Al palato è morbido, vellutato, caldo e di buona struttura. Dolci i tannini. Ottima persistenza e buon equilibrio.

Idee per assaporarlo con dei buoni piatti? Sicuramente sta bene con le carni rosse, con degli arrosti, ma anche stufati e cibi molto saporiti.

Sperimentate anche voi degustazioni di questo tipo, scegliete dei vini di diversa provenienza e confrontate i calici che bevete… Vi assicuro che scoprirete tante differenze tra un calice e l’altro, e la cosa vi piacerà. Garantito!

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Foto: Ignazio Perez